R. D. Congo

La Repubblica Democratica del Congo, cuore dell’Africa sub-sahariana copre quasi 2 milioni 345 mila 410 km quadrati.

Proprietà privata del re del Belgio prima, colonia belga poi, ottiene l’indipendenza nel 1960, ma vive una lunga fase dittatoriale che termina nel 1997 solo per dare il via a una serie di conflitti interni regionali che segnano paese fino alle prime elezioni democratiche del 2006, in cui Joseph kabila è eletto Presidente.

Inizia dunque una fase di relativa stabilità, ma non per la zona orientale che a causa delle sue ingenti ricchezze naturali continua a soffrire la presenza di gruppi armati, sostenuti da diversi gruppi di potere locali e internazionali.

La storia recente dell’est congolese è drammatica: quasi vent’anni di guerra, 16 milioni di civili coinvolti, 4 milioni di morti di cui 750 mila sono bambini, 56 milioni di persone ridotte allo stremo. È quella che molti hanno definito la “guerra mondiale africana”. Saccheggi, attacchi e distruzione hanno spinto molte persone a spostarsi verso le città più grandi, ma la maggior parte delle popolazioni vive in grande povertà, stato di malnutrizione e analfabetismo nelle campagne.

Secondo il rapporto 2013 UNDP (United Nations Development Programme ) la Repubblica Democratica del Congo RDC occupa l’ultima posizione mondiale nella graduatoria sullo sviluppo umano: circa la metà della popolazione vive nella povertà più estrema con meno di un dollaro al giorno; si registra uno dei tassi di mortalità infantile più alti al mondo e tra chi sopravvive molti sono malnutriti o sotto alimentati anche a causa della scarsità e spesso della lontananza dei punti di accesso all’acqua potabile.

Dall’anno 2007 ACS promuove, a fianco di Caritas Italiana (e altre Caritas diocesane), il reinserimento sociale e scolastico degli ex bambini soldato e il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e alimentari attraverso progetti di sviluppo rurale e di formazione tecnica di personale locale per la costruzione di pozzi artesiani e orti comunitari.

Ecobulenga: tra cambiamenti climatici e sviluppo rurale sostenibile

Il progetto si svolge in Sud Kivu nella penisola di Buzi Bulenga, dove attualmente vive una popolazione di circa 30.000 abitanti e la maggior parte dei quali soffre ancora di fame. Infatti il 50% della popolazione non va oltre un pasto al giorno. Il territorio subisce le conseguenze dell’instabilità politica, la penisola è stata fortemente colpita dai conflitti che hanno rallentato il processo di sviluppo e aumentato la pressione demografica sul territorio per il notevole arrivo di sfollati dalle zone circostanti.

Il terreno risente di un’erosione importante, dovuta al disboscamento eccessivo per la produzione di legna da ardere; la fertilità del suolo è stata diminuita gravemente e i recenti cambiamenti climatici (piogge più forti e concentrate) pongono difficoltà ulteriori alla popolazione, alla produzione agricola e alla gestione del territorio.

L’obiettivo del progetto: favorire l’adattamento dell’agricoltura familiare ai cambiamenti climatici e migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali.

Come può essere realizzato: L’adeguamento delle tecniche agricole tradizionali ad una modalità più sostenibile nel tempo favorirà la fertilità del suolo e insegnerà come gestire correttamente il territorio. Le attività garantiranno la redditività nel breve periodo delle aziende agricole e assicureranno anche il loro sviluppo sostenibile.

Sviluppo sociale e solidale in aree rurali – Nord Kivu e Maniema

Il progetto, attivo dal 2008, mira ad espandere migliorare le attività rurali in particolare a favore delle famiglie sfollate e ora rientranti nei luoghi di origine. I ricavi saranno reinvestiti a beneficio delle comunità locali attraverso la realizzazione di servizi pubblici – scuole, fonti d’acqua, riabilitazione di strade e ponti, centri sanitari – e l’avvio di nuove attività economiche a valenza sociale.

Risultati raggiunti. Nel 2010 abbiamo avviato il progetto della filiera palma da olio a Katako e Kibombo (Maniema). La produzione è destinata al consumo locale e regionale, sia come olio alimentare sia come sapone.

Nel 2013 in collaborazione con la FAO sono stati formati i rappresentanti di 28 organizzazioni contadine di base per l’uso, la gestione e la manutenzione di semplici macchinari per la trasformazione di riso, manioca e mais.

Acqua per Kindu

In Repubblica Democratica del Congo il 55% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile. Questa percentuale è ancora maggiore nelle zone rurali come Kindu e tutto il Maniema.

Scopo del progetto: il miglioramento delle condizioni sanitarie e alimentari e la facilitazione dell’accesso all’acqua potabile nei villaggi.

Ad oggi sono stati scavati 27 pozzi artesiani, profondi circa 15 metri, sono state messe in sicurezza 4 sorgenti sono stati creati 9 orti comunitari. I pozzi sono stati scavati quanto più possibile vicino ai Centri di salute i ai Centri comunitari e servono generalmente più di un villaggio.

Il numero di persone che ha migliorato la propria qualità di vita grazie a questi interventi è superiore alle 250.000.

La gestione e la manutenzione dei pozzi sono affidati alle comunità, tramite un comitato di gestione appositamente formato. I prodotti degli orti e invece sono destinati alle persone all’alimentazione delle persone ricoverate nei Centri di Salute.

In tutti i villaggi sono stati inoltre realizzati corsi di formazione rivolti principalmente alle donne, sul corretto uso dell’acqua e sull’alimentazione, in particolare dei bambini.

I bambini soldato tornano a casa

Il progetto, realizzato tra il 2008 e il 2012, mirava al reinserimento sociale e scolastico degli ex bambini soldato e alla formazione degli educatori.

I bisogni di ogni singolo bambino sono specifici, per cui è necessario ricercare per ognuno una soluzione personalizzata e così si è fatto: la formazione continua ha costituito una rara opportunità per gli insegnanti, fornendo loro un riferimento su temi quali l’identificazione dello stress, la risoluzione dei conflitti psicosociali, il ruolo dei minori in famiglia, nella scuola e nella società e altri temi sensibili.

Risultati raggiunti. I bambini hanno sviluppato un rapporto di fiducia con gli educatori e parallelamente è cresciuta in loro la speranza di uscire dalla propria condizione di paura – colpa – giudizio sociale.

Dal 2003 al 2009 a Kindu sono stati coinvolti 1300 bambini e bambine; a Goma invece il programma è ancora in corso e coinvolge circa 600 bambini e bambine all’anno.

Charité Maternelle: un ospedale di riferimento per la città di Goma e per tutta la provincia

Il progetto prevede la fornitura di apparecchiature elettromedicali usate – nel rispetto rigoroso delle “Linee Guida sulla Donazione di Tecnologie Biomediche ai Paesi in Via di Sviluppo”  – presso l’ospedale Charité Maternelle di Goma (CMG), la capitale del Nord-Kivu e città più importante di tutto l’est della Repubblica Democratica del Congo; inoltre per il loro utilizzo è prevista la formazione dei medici e degli infermieri che le utilizzeranno e dei tecnici biomedici locali preposti alla loro manutenzione. Tutto ciò si inserisce nell’obiettivo di garantire un minimo livello assistenziale in una zona in cui Il livello qualitativo e quantitativo dell’accesso alle cure è drammaticamente insufficiente.

ACS è presente sul territorio da oltre dieci anni, con progetti di sviluppo socio-economico a favore della popolazione contadina; l’obiettivo del progetto Charité Maternelle è fornire un migliore servizio medico alla zona rurale della provincia, allargando le attività di formazione anche al personale degli ospedali rurali e dei centri di salute più lontani dal centro. Come secondo passaggio si provvederà a un primo censimento delle apparecchiature presenti e dei bisogni, nonché della situazione infrastrutturale generale (impianti elettrici ed idrici in particolare), per favorire la futura donazione di ulteriori macchine, adatte al contesto locale, e soprattutto la preparazione del personale sanitario e tecnico.

Attualmente lavoriamo al progetto in collaborazione con Caritas Développement Goma, con il prezioso aiuto delle associazioni Elio’s Onlus e Biom.A.I.D. e con il cofinanziamento della locale sede di Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
I fondi necessari al sostentamento del progetto provengono in parte da AICS e in parte dai partner di progetto, che continueranno a sostenere la CMG anche dopo il suo termine, per continuare il lavoro verso il raggiungimento di uno standard minimo di assistenza e di presenza di mezzi adatti a garantire cure adeguate.
Per questo vi lasciamo alcuni esempi concreti di come vengono investite le donazioni, anche minime, e quanto possono essere utili:

A. Se donate, qualsiasi sia l’importo, ci aiutate a svolgere più serenamente il nostro lavoro, da qui e… da lì
B. con 10 euro contribuite all’acquisto di camici ed altro vestiario specifico per il personale sanitario
C. con 20 euro è possibile acquistare uno stetoscopio e uno sfigmomanometro per gli infermieri che accolgono e monitorano i pazienti nei centri di salute
D. con 50 euro formiamo quattro medici per 3 giorni, che sono sufficienti per usare un ecografo mobile, strumento essenziale per migliorare l’assistenza nei reparti di medicina interna e di ostetricia-ginecologia degli ospedali rurali
E. con 100 euro acquistiamo un letto ospedaliero, completo di materasso e copertura in gomma

Se il progetto vi è piaciuto seguiteci, per sapere come cresce e si sviluppa. E se volete sostenerci ricordatevi di noi con il 5×1000 link http://www.acs-italia.it/cosa-puoi-fare-tu/5×1000/ o con una donazione link http://www.acs-italia.it/cosa-puoi-fare-tu/sostieni-un-progetto/

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