Il Progetto

Secondo l’analisi del Ministero dei lavori pubblici e dell’edilizia abitativa (MPWH le condizioni socio-economiche dei residenti di Al Nada, Al Awada e Al Isba, rientrano nelle categorie di “Reddito basso” (reddito familiare medio di 430 €). al mese) e “Under Poverty Line” (reddito di soli 120 € al mese). Secondo la Banca Mondiale, il tasso di disoccupazione giovanile a Gaza è il più alto del mondo.
Dal punto di vista urbano, ambientale e sociale, le opinioni dei distretti menzionati sono desolanti. L’Università Al Azhar ha sviluppato un “test di ansia di insicurezza”, che mostra che quasi il 100% delle donne nell’area di intervento soffre di disturbi d’ansia causati dalla paura di una nuova offensiva, il 43% da una media di PTSD e il 33% da un livello serio.

La presente iniziativa propone la bonifica e il potenziamento di un’area di circa 1,5 ettari (10.000 mtq2), che si affaccia sul complesso edilizio popolare di Al Nada attualmente in fase di ricostruzione da parte dell’AICS (Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo), fondi di aiuto. Quest’area, attualmente inutilizzata, secondo il layout di MPWH è destinata al verde pubblico. La realizzazione di uno spazio ricreativo, prima di tutto dalla popolazione dei 3 quartieri residenziali, si compone di quattro componenti:
– orticoltura (sul modello degli orti urbani)
– allenamento professionale
– giochi (campi da gioco, arte e sport)
– spazio di assistenza psicologica / psicosociale.

La ri vitalizazione dell’area verde e delle comunità residenti, con la messa in rete di diverse realtà e associazioni nell’area, consentirà il lancio di nuovi processi ricreativi sociali ed economici che dovrebbero consolidarsi a medio e lungo termine. In prospettiva, una seconda a fase del progetto è prevista principalmente nel rafforzamento di start-up e delle micro, piccole e medie imprese locali.
Identificare chiaramente i gruppi target, distinguendo tra beneficiari diretti e indiretti e parti interessate chiave.
Beneficiari diretti: 10 associazioni locali e gruppi informali (300 persone), i comitati di gestione Al Nada e Al Isba, circa 550 famiglie nel distretto di Al Nada, 700 famiglie di Al Isba e 256 complessi di Al Awada (circa 12.500 persone).
Beneficiari indiretti: l’intera popolazione dei Comuni di Beit Lahia, Beit Hanoun e Jabalya, che conta circa 173.000 persone (PCBC, 2006).

Stakeholder: ACS, CISS, Studioazue, UAWC, AISHA e PFESP, 3 Comitati di vicinato, MPWH, Ministero della Cultura di Ramallah, Università di Siena, Università di Azhar, Clinica per la salute mentale di Beit Hanoun, Centro Italiano, 5 OSC locali.