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I Balcani Vent'Anni Dopo - Conferenza internazionale a Padova, sabato 11 Maggio 2013 Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 30 Aprile 2013 11:20

In collaborazione con il Comune di Padova, l'Università degli Studi di Padova, l'Osservatorio Bal cani e Caucaso, il Comitato P adova per i Balcani organizza una conferenza internazionale per non dimenticare quanto avvenuto e proseguire nella costruzione di relazioni tra le due sponde dell'Adriatico:

I Balcani vent'anni dopo

Dal ritorno della guerra in Europa al processo di integrazione europea

Sabato 11 maggio 2013  -  ore 9.00 -17.30 - Centro Culturale Altinate, Padova


Programma:

9:00 ‐ Saluti delle autorità
9:15 ‐ Introduzione a cura del Comitato Padova per i Balcani
9:30 ‐ Il Tribunale penale internazionale dell'Aja, corti di giustizia locali e iniziative della società civile per affrontare l'eredità degli anni Novanta
Paolo DE STEFANI, docente del Centro diritti umani dell'Università di Padova
Nataša KANDIC, fondatrice del Centro per il diritto umanitario di Belgrado
Coordina: Andrea ROSSINI, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso
12:00 ‐ Cercavamo la pace. Dalla mobilitazione della società civile italiana nei Balcani alla cittadinanza europea
Luisa CHIODI, direttrice scientifica di Osservatorio Balcani e Caucaso

12:30 ‐ Pausa pranzo

14:00 ‐ Il percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali
Paolo BERGAMASCHI, consigliere presso la Commissione esteri del Parlamento europeo
Zlatko DIZDAREVIC, giornalista e diplomatico bosniaco
Coordina: Luka ZANONI, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso

La conferenza si svolge in lingua italiana, con la traduzione consecutiva quando necessario


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News da Kitchanga dopo i recenti scontri Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 21 Marzo 2013 13:17

Per la loro posizione geografica al confine con gli stati del Ruanda e dell'Uganda e per il ruolo strategico nell'accesso alle immense risorse del Paese, le province orientali della Repubblica Democratica del Congo sonooramai da anni teatro di una guerra senza soluzione di continuità.

Assopiti, ma mai spenti, i focolai di guerra nella regione del Nord Kivu si sono riaccessi con vigore lo scorso novembre 2012. Il gruppo ribelle dell'M23, forte di rivendicazioni del precedente conflitto, ha sfidato il governo congolese occupando i territori della propria roccaforte nel Nord Kivu, a Rutshuru, fino ad arrivare alle porte della città di Goma -cuore commerciale ed istituzionale della regione- e conquistarla.

Un'avanzata che ha portato con sé uno strascico di soprusi e violenze.

Gli scontri con le truppe dell'esercito regolare congolese (FARDC) hanno esteso l'area interessata dal conflitto fino a coinvolgere le province confinanti in termini di morti, saccheggi e spostamenti di massa delle popolazioni in fuga.

Nonostante le due fazioni abbiano ufficialmente intrapreso la via del dialogo, dando inizio alle negoziazioni a Kampala, in Uganda, l'assenza di un'autorità garante della sicurezza ha lasciato campo libero al perpetuarsi degli scontri e al proliferare di azioni criminali ai danni della popolazione civile.

Il 24 febbraio scorso è stato raggiunto un accordo formale tra il governo congolese e l'M23: la miccia però era stata innescata e diversi gruppi ribelli hanno approfittato del clima di forte instabilità per farsi avanti.

Dallo stesso giorno in cui è stato siglato l'accordo, infatti, si sono registrati gravi scontri tra le FARDC ed elementi del gruppo armato ribelle APCLS («Alliance des patriotes pour un Congo libre et souverain») nell'area di Kitchanga, situata a cavallo tra i territori del Masisi e di Rutshuru, sempre nella provincia del Nord-Kivu.

L'APCLS è una vecchia conoscenza tra i ribelli congolesi la cui presenza  nella stessa area risale ai tempi del regime di Mobutu.

Solo questi combattimenti nelle ultime settimane sono costati la vita a più di ottanta civili. Centinaia sono stati feriti e migliaia costretti alla fuga. Secondo le stime, circa 100 000 autoctoni e profughi sono stati coinvolti nel conflitto. Parte delle persone in fuga avrebbe trovato un primo rifugio nelle scuole e nelle chiese, altre sarebbero state accolte provvisoriamente dalle proprie famiglie, altre ancora nell'impossibilità di lasciare la città, hanno trovato rifugio nei campi d'accoglienza realizzati per i profughi nella stessa città di Kitchanga.

Sono però ancora migliaia le persone che permangono senza riparo e accesso al cibo.

Secondo fonti locali, infatti, tra il 15 e il 20% delle abitazioni, delle attività commerciali e delle infrastrutture, sono state date alle fiamme e distrutte. La struttura sanitaria di riferimento per tutta l'area, l'ospedale Saint Benoît, è stata bombardata e non sono state risparmiate neanche le numerose basi di agenti umanitari: le sedi sono state incendiate, i servizi di assistenza sanitaria bloccati e la rete municipale di distribuzione dell'acqua danneggiata.

Alla popolazione coinvolta manca così l'assicurazione di diritti fondamentali, quali l'accesso alle cure mediche, la garanzia di uno standard minimo di sicurezza, l'accesso all'acqua, la certezza di un riparo.

Anche l'accesso ai viveri rimane una seria preoccupazione: i mercati sono stati distrutti o saccheggiati e dai primi giorni di marzo il commercio è paralizzato.

Kitchanga rimane ancora sotto il controllo dell'esercito nazionale, ma scontri, violenze ed incendi dolosi continuano.

A Kitchanga dal 2008/09 ACS ha intrapreso attività di solidarietà internazionale e cooperazione in partenariato con Caritas Goma.

Tra questi interventi si segnalano il caseificio e il macello di Nyakabingo; un intervento di riforestazione in una parte del terreno della fattoria di Kifumu; ed è in corso d'opera la costruzione di un consorzio agrario per fornire servizi di consulenza, prodotti ed attrezzi agricoli ad allevatori e coltivatori locali; ed uno sportello di microcredito rurale. Alla struttura finora realizzata sono stati arrecati danni per fortuna lievi, ma i lavori hanno subito una battuta d'arresto: mancano le condizioni essenziali di sicurezza perchè lo staff locale continui ad operare.

Chiara Briguglio, cooperante Acs in RDC

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Lamponi di pace - Un modo gustoso di sostenere il progetto Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Novembre 2012 15:01

Frutti di pace

Dal progetto “Lamponi di Pace” (Bosnia Erzegovina) arrivano le confetture “Frutti di Pace”: un'idea per i regali di Natale, per San Valentino, per le bomboniere di nozze o semplicemente per rendere più dolci le giornate.

 

Prodotte dalla Cooperativa Insieme di Bratunac, in Bosnia Erzegovina, sono il risultato di tanti anni di impegno, passione e condivisione.

Leggi tutto...
 
Non c'è pace senza cooperazione - Corso di introduzione alla cooperazione internazionale Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 27 Febbraio 2013 16:28

cooperazioneUn corso di introduzione alla cooperazione internazionale per riflettere su pace, cooperazione, solidarietà, affrontando le questioni degli squilibri economici, dei conflitti sociali ed ambientali e delle migrazioni, attraverso casi concreti di cooperazione internazionale e solidarietà sociale. Nel corso degli incontri saranno consegnati materiali di approfondimento. Tutti gli incontri si terranno presso la sede di ACS a Padova in via Cornaro 1/A, ogni martedi dal 12 Marzo al 14 Maggio, dalle ore 16.00 alle ore 19.00.


Quota di partecipazione € 50,00

Info ed iscrizioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   049.8648774 - 3485620973

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OBIETTIVO BALCANI - Corso di introduzione alla lingua serbo croata ed alla realtà balcanica Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 11 Gennaio 2013 13:11

dal 30 gennaio al 2 maggio 2013, ogni mercoledì dalle ore 18.00 alle ore 21.00 - Padova, sede ACS - Via A. Cornaro 1/a

Obiettivo Balcani

 

Conoscere i Balcani attraverso l'analisi delle questioni storiche, economiche ed ambientali delle popolazioni balcaniche, con una presentazione di casi concreti di sviluppo locale e solidarietà sociale, senza dimenticare l'importanza della lingua: il corso prevede, infatti, anche l'insegnamento delle basi della lingua serbo-croata.

Un percorso fatto di testimonianze dirette, proiezione e analisi di documentari, cene balcaniche, che si concluderà con il Convegno internazionale di studi sul rapporto tra Balcani ed Europa, in programma a Padova il prossimo 11 maggio.

 

Quota di partecipazione: euro 75,00/persona
Quota di partecipazione ridotta per studenti e disoccupati: euro 50,00/persona

 

Info e iscrizioni:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - tel. 049.8648774 cell. 3485620973

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