Sostieni un progetto

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Grazie alle donazioni di chi sostiene  i progetti di ACS Italia ci è possibile accompagnare le persone e i territori coinvolti verso la maturazione di autonomia e benessere, consapevoli che ognuno deve potere vivere in pace e progettare il proprio futuro.

Possiamo inoltre alimentare una cultura di pace e cooperazione anche sul territorio italiano, grazie a percorsi informativi e partecipativi, in spazi pubblici, scuole, momenti di aggregazione.

In questa sezione ti proponiamo le Azioni realizzate all’interno di progetti più ampi e di più lunga durata, con i capitoli di spesa e gli obiettivi che vogliamo raggiungere. La sezione viene aggiornata costantemente, quindi seguici per eventuali sviluppi.

 

Il nostro IBAN è il seguente

IBAN: IT49I0501812101000011000072

Il bonifico va intestato a: ACS Italia, via Cornaro 1/a – Padova

Causale: “Erogazione liberale” oppure specificando “Erogazione liberale a sostegno al progetto: Titolo”

Ogni donazione è detraibile e deducibile secondo la legislazione vigente – Art. 83 co. 1 e 2 Dlg 117/2017 .

Al momento del versamento inserisci la specifica “erogazione liberale”. Richiedi in seguito ricevuta attestante il carattere di liberalità del pagamento e  dichiarazione di detraibilità o deducibilità della somma.

 

 

!!! SOLO IN QUESTO CASO E PER SOSTENERE IL PROGETTO:

Attività di prevenzione della diffusione del contagio da Covid-19 a Gaza

C/C: ACS Associazione di cooperazione e solidarietà

Presso Banca Etica
IBAN: IT 91 M 05018 12101 000011394491
CAUSALE: progetto emergenza Covid GHG- Gaza

ATTIVITA’ DI PREVENZIONE DELLA DIFFUSIONE DEL CONTAGIO DA COVID-19 A GAZA

Un intervento di cooperazione con i nostri partner locali, mirato a prevenire la diffusione del virus, nonché di sostegno alla produzione locale del materiale per la distribuzione alle famiglie in difficoltà

CON MENO DI 10 EURO ACQUISTI 1 KIT PER UNA FAMIGLIA 

Beneficiari:

  • Popolazione economicamente svantaggiata della Striscia, quartieri Al Isba, Al Awada, Al Nada.
  • Comitato di quartiere e comitato gestione Parco Green Hopes Gaza
  • Ditta Maraky di Soad Kalub, azienda artigianale di sartoria, specializzata in produzione di camici, tute ospedaliere, mascherine chirurgiche e simili.
  • Piccole ditte produttrici di saponi e disinfettanti nella Striscia di Gaza

Obiettivo immediato: fornire dispositivi sanitari di protezione individuale di base contro il contagio da virus.

Si distribuiranno kit di mascherine+disinfettante+sapone (tutto prodotto da piccole aziende di Gaza) alle 530 famiglie già beneficiarie del progetto GHG, coinvolgendo anche il Comitato di Quartiere per la distribuzione.

Obiettivi a lungo termine:

  • Sostenere lo sviluppo dell’azienda Maraky (parola marocchina che significa “luogo di pace”) creata 4 anni fa a Gaza dalla signora Soad Kalub dopo che la precedente azienda, localizzata a Rafah, era stata completamente distrutta dall’aggressione israeliana del 2014 denominata “margine protettivo”. L’azienda, grazie alla tenacia di Soab, si sta lentamente affermando e dà lavoro e formazione professionale a un gruppo di donne gazawe liberandole dalla dipendenza dai sussidi internazionali;
  • Consolidare il percorso del Comitato di quartiere verso la gestione in autonomia del Parco creato dal progetto GHG.

Modalità d’azione:

In coordinamento con il nostro staff locale che lavora sul progetto GHG e i nostri partner locali

Budget:

5.000 € (cinquemila euro) per la prima fase;

L’ iniziativa si affianca a quella di Patrizia Cecconi,  Associazione Oltre il Mare (https://zohorfilistin.org/2020/03/31/gaza-progetto-mascherine-anti-virus/), concentrandosi sull’area specifica del GHG, che è una delle più marginali e marginalizzate della Striscia.

L’attività è ampliabile qualora raccogliessimo contributi ulteriori.

Costo per 530 kit (un kit per famiglia, in totale 3710 persone):

                                                                                                                      descrizione NIS EUR
Mascherine lavabili e riutilizzabili: 3,710 pezzi, 1,5 NIS cad 5565
Disinfettante: 530 flaconi da 500 ml – 70% alcool 30% gel di ficus, 13 NIS cad 6890
Sapone: 3710 saponette, 1 NIS cad 3710
Borse di stoffa (lavabili, riusabili): 530, misura 43x35cm, 5 NIS cad 2650
Stampa volantino informativo e di supporto psicologico predisposto da Aisha e Ciss 435
                                                                                                                               totale 19250 5000

Cambio: 1 eur = 3,85 NIS

 

Modalità di finanziamento:

Libere sottoscrizioni di soci e donatori volontari.

Tempi di realizzazione:

40 giorni a partire dal 20 aprile 2020. Parte immediatamente l’ordine del materiale, che sarà pronto in 1 settimana, inviando il denaro necessario per l’acquisto delle prime 3710  mascherine prodotte dalla ditta Maraky di Gaza, e dei relativi disinfettanti e saponi prodotti anch’essi da due ditte di Gaza. Il tutto avverrà con regolare rendicontazione.

Dopo questa prima fornitura, le successive saranno scaglionate a seconda dei fondi raccolti settimanalmente e l’obiettivo che ci poniamo è la produzione e successiva consegna di almeno 4.000 kit entro massimo 40 giorni, sperando che il contagio venga fermato prima. In quel caso, l’eventuale somma raccolta e non usata verrà destinata allo sviluppo di attività legate al progetto Green Hopes Gaza.

PER SOSTENERE IL PROGETTO

C/C: ACS Associazione di cooperazione e solidarietà

presso Banca Etica
IBAN: IT 91 M 05018 12101 000011394491
CAUSALE: progetto emergenza Covid GHG- Gaza

Contestualmente vi chiediamo di inviare una mail al seguente indirizzo: coordinamento@acs-italia.it per comunicarci il vostro versamento e i vostri dati per potervi ringraziare e aggiungervi alla mailing list, e tenervi informati sull’avanzamento del progetto.

PREMESSA e MOTIVAZIONI

Dal 2000 Acs è presente in Palestina con progetti dedicati soprattutto alla popolazione rurale. Dal 2010 è presente con continuità nella Striscia di Gaza con proprio personale e supporta fin dalla sua nascita le iniziative del Centro Culturale di Scambio Italo-Palestinese VIK; dal 2018 sta realizzando, con partner italiani e locali e con il co-finanziamento dell’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (AICS), i progetti “Green Hopes Gaza” e “Peace Steps”.

Dal primo marzo 2020, l’emergenza coronavirus è arrivata anche a Gaza. Le autorità locali, con il prezioso supporto dell’OMS, hanno predisposto centri di quarantena alle due entrate della Striscia (Rafah, a sud verso l’Egitto, e Beit Hanoun, a nord verso Israele), dove vengono accolte, sottoposte a tampone e tenute in isolamento per 21 giorni tutte le persone in ingresso (finora, circa 2500 lavoratori emigrati palestinesi con le loro famiglie, rientrate da Rafah; il valico a nord è invece chiuso e poche decine di persone sono rientrate da Israele con procedure di emergenza). In questo modo sono state trovate 15 persone positive, di cui 9 già curate e 6 ancora ricoverate nell’apposito ospedale da campo costruito al valico di Rafah (dati aggiornati al 20.04.2020), e si è per ora evitato l’ingresso del virus in questo piccolo e sovraffollato pezzetto di terra (oltre 5300 persone per km²), dove la popolazione, anche se molto giovane (oltre il 60% ha meno di 35 anni), è debilitata dalle condizioni di vita determinate dagli attacchi militari e dall’embargo israeliano, che da 13 anni ha regalato a Gaza il soprannome di “prigione più grande del mondo”.

L’OMS ha inoltre fornito 37 ventilatori polmonari (prima dell’emergenza Gaza ne aveva solo 50, di cui 35 in uso e 15 disponibili) e altre attrezzature mediche, e insieme al Ministero della Sanità ha formato il personale locale alla gestione dell’emergenza.

È però lampante che in queste condizioni, se il virus entra nella Striscia, sarà un’ecatombe. L’unico modo per evitarla è prevenirne l’ingresso e proteggere tutta la popolazione con i dispositivi individuali.

Le attività dei nostri progetti al momento funzionano a ritmo ridotto, perché alla popolazione è stato chiesto, come a noi, di evitare assembramenti e uscite di casa non necessarie; ma con i nostri partner locali abbiamo avviato alcune azioni aggiuntive e specifiche:

 AZIONI

1° azione già in atto:  CISS e AISHA, che nel progetto GHG gestiscono le attività di supporto psico-sociale alle famiglie dei 3 quartieri coinvolti,  hanno realizzato alcuni video e un sintetico volantino che stiamo diffondendo come azione di informazione e prevenzione alle famiglie e come supporto psicologico a una comunità che è già fortemente provata dall’embargo e dai numerosi attacchi militari degli ultimi 13 anni. I quartieri dove stiamo lavorando sono stati ripetutamente danneggiati in passato, e distrutti nell’attacco israeliano del 2014. Solo negli ultimi mesi abbiamo assistito al rientro a casa delle prime famiglie cui sono stati assegnati gli appartamenti di edilizia popolare ricostruiti dal governo italiano tramite AICS.

 2° azione: i medici locali ci dicono che servono  “mascherine, saponi e prodotti igienizzanti per la popolazione, mentre per gli ospedali, se il virus dovesse portare alla malattia, cioè al Covid-19, il problema non potrebbe essere risolto con il ricorso a piccole sottoscrizioni perché dopo anni di bombardamenti e di assedio, con impoverimento continuo delle nostre strutture, ciò che servirebbe ai nostri ospedali per far fronte a un eventuale alto numero di malati da sottoporre a terapia intensiva richiederebbe finanziamenti di altra portata, quindi quel che vi chiediamo è di aiutarci a evitare che il virus si diffonda, perciò mascherine, saponi e igienizzanti per la popolazione, subito.”

Abbiamo scelto di contattare piccole aziende locali che producono mascherine professionali e saponi, e non ordinare uno stock di mascherine o di saponi acquistati altrove (onde evitare per altro problemi di importazione dovuti ad un’embargo ancora più stretto dall’inizio dell’emergenza). Questo si inquadra anche nella logica del progetto GHG, che include una componente di formazione professionale e supporto alle microimprese locali, in collaborazione con il Palestinian Fund for Employment and Social Protection (PFESP).

 

GREEN HOPES GAZA

Continuano i lavori su Green Hopes Gaza con la piantumazione di alberi nell’area Nord della Striscia.

Grazie a ETIFOR, dallo scorso 28 dicembre è possibile acquistare un albero destinato al polo verde del parco in Gaza!
Contribuisci anche tu alla nascita di un’area verde a beneficio degli abitanti di una delle zone più difficili e inquinate del pianeta.

Acquista il tuo albero su 👉  WOW NATURE

GREEN HOPES GAZA (durata: 2018-2020) è un progetto di riqualificazione sociale ed ambientale dei quartieri popolari Al Nada, Al Isba e Al Awada. Prevede la bonifica e il potenziamento di un’area di circa 1,5 ettari, al confine Nord della Striscia.

Un polo verde urbano polifunzionale è attualmente in fase di implementazione. Sono in corso i lavori di realizzazione di alcuni campi sportivi, un parco giochi, un circo, spazi dedicati all’arte, un centro sociale ricreativo e uno spazio dedicato all’orticoltura, sul modello degli orti urbani.Il parco, in fase di realizzazione, è l’unica area aperta attrezzata disponibile per la popolazione dei quartieri. Il complesso dista in linea d’aria 1 km dal confine nord con Israele, ed è posto lungo la principale arteria di ingresso nella Striscia dal terminal di Erez (unico punto di ingresso nella Striscia da Israele).

A partire dalla prima metà di febbraio partiranno i lavori di piantumazione.

Lungo tutto il confine del parco saranno piantati gli olivi, una specie a crescita veloce e molto grande, che assicurerà maggiore tranquillità e riservatezza a donne e bambini.Olivi, datteri e fichi assicureranno anche un reddito da fruttificazione che verrà reinvestito nella manutenzione del verde e dei manufatti del parco e andrà a coprire le spese di gestione. Diversi tipi di piante saranno messe a dimora per creare un tappeto verde, alcune di queste sono di tipo anti-erosivo e saranno piantate nelle pendenze più ripide, per evitare il dilavamento del terreno a causa di pioggia e/o siccità. Le piante scelte hanno diversi periodi di fioritura e daranno colore e bellezza al parco in tutte le stagioni.


BENEFICIARI

I destinatari sono soprattutto i giovani delle oltre 1.500 famiglie residenti intorno all’area, una popolazione di circa 12.500 persone, ma anche donne e adulti potranno godere dello spazio verde pubblico per avviare delle esperienze comunitarie di autoproduzione agricola. Un’attenzione particolare è rivolta alle associazioni locali presenti che il progetto intende supportare e rafforzare attraverso lo start-up di micro-attività.

La gestione del parco sarà affidata, dalla Municipalità di Beit Lahya, al Comitato di Gestione formato da rappresentanti dei gruppi di beneficiari coinvolti: gli abitanti del quartiere, le squadre sportive, le associazioni del quartiere, i giovani interessati a svolgere attività economiche nel parco o nelle aree attigue.

PREVISIONE DI SPESA

6500 euro complessivi (alberi, arbusti, piante erbacee e fiori)

OBIETTIVI E PREVISIONI

Inizio lavori di piantumazione: metà febbraio

Temo previsto per i lavori: 1 mese

I tempi potranno essere dilazionati in relazione alle condizioni metereologiche che devono essere favorevoli alla piantumazione.

Agibilità del parco prevista per la tarda primavera (maggio).

Primi redditi da frutti (olive, fichi, datteri) previsti per il 2022

COME PUOI SOSTENERE IL PROGETTO

Puoi contribuire al progetto acquistando un albero su 👉 WOW NATURE  che verrà piantumato nell’area di riferimento.
Qui la LISTA degli alberi che verranno piantumati.