Green Hopes Gaza

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Progetto di riqualificazione sociale ed ambientale nei quartieri popolari al confine nord della Striscia di Gaza.

 

Green Hopes Gaza è un progetto di riqualifica sociale ed ambientale delle aree nel nord della Striscia sommerse dai rifiuti. A.C.S. con la comunità locale dei quartieri di Al Nada, Al Isba e Al Awda ha ridisegnato lo spazio pubblico attraverso un processo partecipativo che ha condotto alla realizzazione di orti urbani, una serra didattica, un centro multifunzionale, campi dedicati a delle attività sportive e spazi per bambini e giovani, infrastrutture e servizi di supporto psicologico.

Un progetto di urbanizzazione inclusiva che prevede:
  • bonifica e il potenziamento di un’area di circa 12.500 m2 attualmente in disuso
  • rivitalizzazione di un’area verde e creazione di uno spazio ricreativo per tutti, campi sportivi, un parco giochi, spazi dedicati all’arte, un centro sociale ricreativo e uno spazio dedicato all’orticoltura, sul modello degli orti urbani.
  • Realizzazione di eventi sportivi e culturali aperti alla comunità internazionale per rompere il muro dell’isolamento.
  • Avviamento di piccole attività economiche, promozione di esperienze comunitarie di autoproduzione agricola per favorire la creazione e lo sviluppo di lavoro nel quartiere.
  • Supporto tecnico alla realizzazione e manutenzione degli orti e alla commercializzazione del surplus produttivo.
  • Sensibilizzazione della comunità al rispetto dello spazio pubblico e all’educazione ambientale con il coinvolgimento della popolazione in progetti di riciclo dei rifiuti.
  • Creazione di un database sulla salute dei minori, una ludoteca e laboratori di supporto psico-sociale, servizi di supporto psicologico per i minori e sportello di counselling per le donne.

OBIETTIVI

  • Potenziare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile, attenta alla salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, capace di supportare i positivi legami economici, sociali e ambientali tra aree urbane, periurbane e rurali.
  • Sviluppare di un nuovo polo verde urbano, polifunzionale e teatro di attività economico‐
    produttive, sportive, ludiche e solidali.
  • Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo per un utilizzo efficiente delle risorse naturali.

BENEFICIARI DIRETTI:

10 associazioni locali e gruppi informali (300 persone), i comitati di gestione Al Nada e Al Isba, circa 550 famiglie nel distretto di Al Nada, 700 famiglie di Al Isba e 256 complessi di Al Awada (circa 12.500 persone).

I destinatari sono soprattutto i giovani delle famiglie residenti intorno all’area ma anche donne e adulti potranno godere dello spazio verde per avviare delle esperienze comunitarie di produzione agricola.

BENEFICIARI INDIRETTI:

L’intera popolazione dei Comuni di Beit Lahia, Beit Hanoun e Jabalya, che conta circa 173.000 persone (PCBC, 2006).

PARTNERS

Il Progetto è realizzato da A.C.S. – Associazione di Cooperazione e Solidarietà con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, in collaborazione con organizzazioni partner italiane e palestinesi:

UAWC Union of Agricultural Work Committees

AISHA Association for Woman and Child Protection

PFESP Palestinian Fund for Employment and Social Protection forWorkers

CISS Cooperazione Internazionale Sud Sud

Studioazue– informal urbanism and bioecology.

3 Comitati di vicinato, MPWH, Ministero della Cultura di Ramallah, Università di Siena, Università di Azhar, Clinica per la salute mentale di Beit Hanoun, Centro Italiano.

 

Secondo l’analisi del Ministero dei lavori pubblici e dell’edilizia abitativa (MPWH le condizioni socio-economiche dei residenti di Al Nada, Al Awada e Al Isba, rientrano nelle categorie di “Reddito basso” (reddito familiare medio di 430 €). al mese) e “Under Poverty Line” (reddito di soli 120 € al mese). Secondo la Banca Mondiale, il tasso di disoccupazione giovanile a Gaza è il più alto del mondo.
Dal punto di vista urbano, ambientale e sociale, le opinioni dei distretti menzionati sono desolanti. L’Università Al Azhar ha sviluppato un “test di ansia di insicurezza”, che mostra che quasi il 100% delle donne nell’area di intervento soffre di disturbi d’ansia causati dalla paura di una nuova offensiva, il 43% da una media di PTSD e il 33% da un livello serio.

L’area di bonifica si affaccia sul complesso edilizio popolare di Al Nada attualmente in fase di ricostruzione da parte dell’AICS (Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo), fondi di aiuto. Quest’area, attualmente inutilizzata, secondo il layout di MPWH è destinata al verde pubblico.

La ri vitalizazione dell’area verde e delle comunità residenti, con la messa in rete di diverse realtà e associazioni nell’area, consentirà il lancio di nuovi processi ricreativi sociali ed economici che dovrebbero consolidarsi a medio e lungo termine. In prospettiva, una seconda a fase del progetto è prevista principalmente nel rafforzamento di start-up e delle micro, piccole e medie imprese locali.
Identificare chiaramente i gruppi target, distinguendo tra beneficiari diretti e indiretti e parti interessate chiave.

       

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